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Memoria unica

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Un click, un archivio.
Non è raro in documenti manoscritti trovare il disegno stilizzato di una mano con l’indice che segna un passo preciso del testo. In questo caso il simbolo ha una veste moderna ma la stessa funzione: segnalare un punto.
Cliccando su di esso si lascia il percorso panoramico che attraversa la storia dell’archivio e ci si catapulta direttamente tra le fonti, eredità culturale vera e propria dell’Abbazia di Pomposa.
Ma prima di intraprendere il cammino uno sguardo veloce alla mappa di quanto pubblicato potrebbe essere utile per orientarsi…

Nell’immaginario comune il Medioevo, l’età di mezzo, coincide con un momento buio della Storia, un periodo di decadenza e povertà materiale. L’espressione è entrata in uso tra gli uomini di cultura del Rinascimento per marcare le differenze con la grandiosità del mondo antico. Il Medioevo non ha termini cronologici esatti e convenzionalmente viene compreso tra la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476) e la scoperta dell’America (1492).
Le contraddizioni, come in ogni epoca, non mancavano. Se da una parte, ad esempio, la scrittura e la lettura erano così poco diffuse da essere poco in uso anche tra sovrani e imperatori, a quest’epoca risalgono la creazione di opere letterarie e poetiche elevate, la nascita delle prime università, la trascrizione di opere di autori antichi, la realizzazione di codici miniati e manoscritti di alto valore culturale.
L’Abbazia di Pomposa e i suoi monaci rappresentano un punto nevralgico nell’area del Delta del Po, a livello religioso e intellettuale. Pomposa raggiunge nel Medioevo prestigio e prosperità economica (ospiterà tra le sue mura, tra altri, Federico Barbarossa e Dante Alighieri).
Sarà l’esondazione del Po a Ficarolo alla metà del XII secolo ad innescare la graduale e inesorabile trasformazione del territorio dell’Insula pomposiana in malsana palude e porterà tre secoli dopo al trasferimento dei monaci al convento di San Benedetto a Ferrara, seppure la funzione di Pomposa come prepositura durerà fino alla fine del Settecento, epoca che coincide con la soppressione napoleonica delle maggiori istituzioni ecclesiastiche.

L’Archivio e la Biblioteca, andati dispersi dopo l’allontanamento dei confratelli dal monastero e la sua soppressione definitiva da parte di Innocenzo X (1653), hanno trovato in momenti diversi nuova casa: in parte nell’Archivio privato dell’Abbazia benedettina di Montecassino in parte negli archivi di Stato di Modena, Milano e Roma e nell’Archivio diocesano di Ferrara. Queste parti, anche se divise, hanno una fisionomia unica, in termini di valenza culturale e di unitarietà storica. Una memoria unica che sta trovando una ricomposizione virtuale nella banca dati di Pomposa in progress, così da mettere a disposizione fonti in gran parte non ancora edite e superare le distanze geografiche tra i territori.
A fronte di un corpus di più di 1600 unità archivistiche, tra pergamene, registri e fascicoli, il progetto ha preso il via con la digitalizzazione, descrizione e pubblicazione di 500 documenti compresi tra il X secolo e il XV secolo, distribuiti tra Montecassino e Modena: un insieme di documenti, pubblici e privati, in continuità cronologica e sufficientemente completo da illuminare i secoli centrali della storia della Pomposa, con particolare riferimento ai secoli XIII e XIV in cui le vicende culturali, artistiche, economiche e politiche dell’Abbazia raggiungono il loro apice.
Presso l’Archivio privato dell’Abbazia di Montecassino – casa madre dell’Ordine Benedettino – si conserva l’insieme pomposiano principale, il più consistente e soprattutto il più integro in termini di vincoli documentari e di copertura cronologica.
Presso l’Archivio di Stato di Modena si conservano importanti documenti pubblici di particolare pregio paleografico, diplomatistico e di notevole valore storico, in quanto testimonianza dei privilegi riconosciuti dagli imperatori all’Abbazia, delle pertinenze patrimoniali del monastero, del patronato degli Estensi sull’Abbazia…
Perché non avventurarsi alla scoperta di quanto redatto dai pazienti amanuensi? Si parte da qui.