Rosa evergreen
Si potrebbe dire che il colore rosa non passi mai di moda a Pomposa. Lo troviamo nelle sfumature degli incarnati delle figure e negli scenari affrescati all’interno dell’Abbazia, lo troviamo in albe e tramonti sull’acqua, lo troviamo tra le piume dei grandi uccelli dal becco ritorto che le antiche classificazioni ornitologiche chiamavano trampolieri. Una schiera imponente, ma insieme leggiadra e goffa, di rosa e rosa, in tutte le sue sfumature.
Vedere fenicotteri che si alzano in volo, si affrontano o riposano non è cosa rara a Pomposa e dintorni. Solo il nero fa da orlo alle loro ali e ai bordi del becco, che sembra avere la punta intinta come una penna stilografica nell’inchiostro.
Proprio ai lati del becco si trovano lamelle cornee che filtrano l’acqua in entrata lasciando all’interno del becco minuscoli crostacei, alghe e larve di insetti, lasciando fuoriuscire fango e sabbia. Da questo tipo di dieta dipende la gradazione di colore del piumaggio di questi uccelli, infatti i crostacei di cui si nutrono sono costituiti da pigmenti organici (carotenoidi) rosso -arancioni che vanno a depositarsi sulla loro livrea. Ciascun esemplare varia la colorazione delle piume, per tutti di base bianca, a seconda della quantità di crostacei assunti. Il gamberetto dell’Artemia salina è uno di questi. Le sue uova sono molto resistenti e, mescolate al fango secco possono sopravvivere anche in condizioni di estrema siccità.
Le penne eliminate durante la muta perdono presto le sfumature rosacee poiché i pigmenti si degradano progressivamente. Con il rinnovamento del piumaggio anche il trucco si rinnova!

