Fori prudenti: le buche pontaie
Spesso osservando edifici e complessi monumentali storici, soprattutto di epoca medioevale, capita di vederne le pareti esterne costellate di fori a sezione rettangolare. Non sono una dimenticanza dei costruttori del tempo ma corrispondono ai punti in cui erano inseriti i pali in legno che avrebbero sostenuto le impalcature di lavoro. I ponteggi dovevano sorreggere il carico dei tavolati di legno e del materiale da costruzione e le travi erano incastrate o addirittura murate nel fabbricato.
Lo spessore e la sezione del foro praticato nella parete dipendevano dal grado di sporgenza che si voleva dare all’impalcatura e dal carico che essa avrebbe dovuto sostenere. Le travi entravano a far parte della muratura ed erano rimosse solo al completamento dell’opera, andando ovviamente dall’alto verso il basso. Lo spazio poteva essere colmato in seguito, ma generalmente era lasciato prudenzialmente vuoto per ricollocare i ponteggi in caso di manutenzioni successive. Permanenti erano invece le buche pontaie destinate a sostenere le travi di strutture pensili e ballatoi esterni, spesso dotate di una mensola lapidea di base.
Guardatevi intorno dal centro del chiostro…
– scatto di copertina di Roberto Romagnoli –

