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Il color porpora dell’imperatore

Che fortuna! Questo mestiere non finirà mai di stupire…
Girovagando per archivi è sempre e ancora possibile imbattersi in documenti rari, preziosi, strani.
Questo è il caso di uno dei documenti della Pomposa conservato all’Archivio di Stato di Modena: il “purpureo” di Enrico IV, il privilegio del terzo Enrico della dinastia salica che diventa imperatore, destinato all’abbazia di Pomposa, redatto sul Garda, in un giorno d’autunno, le none di ottobre (7 ottobre), di un ormai lontanissimo anno, il 1095.
Tuona la voce del cancelliere che recita con voce stentorea: Henricus IV imperator reconfirmat omnia bona, iura, iurisdictiones, immunitates favore monasterii Pomposiani.
Alla Pomposa, Enrico IV riconferma tutti i diritti che esercita sul territorio di sua pertinenza e il patrimonio di cui l’abbazia è titolare da sempre, a partire dalle zone deltizie di Volano, Goro e Ostellato fino ai beni posti a Ravenna e in tutti i comitati del territorio che un tempo erano dell’Esarcato e della Pentapoli. Soprattutto, riconferma la sua esenzione dalle tasse, «ab omni angaria sive fodro», dovute solitamente all’imperatore.
Ma dicevo, raro, prezioso e strano. Tutto insieme.
E, insisto, non tanto per il suo contenuto – una tipica conferma di beni, diritti e privilegi concessa da un imperatore del Sacro Romano Impero a un’Abbazia filoimperiale, oltretutto “copiata” dalle conferme degli imperatori precedenti – quanto per il suo aspetto esteriore, di rarissimo documento prodotto dalla cancelleria imperiale d’Occidente, vergato con inchiostro dorato e su pergamena colorata di porpora.
La cancelleria di Enrico imita deliberatamente un modello tipico diffuso presso l’Impero Romano d’Oriente, un must all’epoca quando si parla di eleganza. L’oro e la porpora sono evidentemente utilizzati per conferire al documento tutto il prestigio legato ai segni esteriori che la sovranità imperiale romana può conferire ad uno scritto di sua emanazione.
Oltre al valore storico e giuridico, quindi, questa conferma di beni acquista immediatamente un enorme valore simbolico e un formidabile valore “propagandistico” sul piano visuale, destinato a sopravvivere al tempo e a farne nei secoli un “oggetto” appunto di indiscussa rara, preziosa, strana bellezza!

Copia del signum di Enrico IV - Copy of the signum of Henry IV

Copia del signum di Enrico IV

Post scriptum per eruditi, amanti delle statistiche, collezionisti e detective:
il “purpureo” pomposiano è uno dei sei esemplari di documenti di tal categoria attualmente esistenti e noti nel mondo. Uno dei due conservati in Italia. Il purpureo dell’imperatore non richiama il vestito inesistente della fiaba di H. C. Andersen e pur avendo ceduto al tempo parte del suo colore originario manifesta ancora tutto il suo valore.

– contributo di Anna Fuggi (penna d’impeto sagace), con riconoscenza a Enrico Angiolini