Di fonte in fonte, la voce dell’archivista
Il progetto sull’Archivio dell’Abbazia di Santa Maria di Pomposa ha riguardato, tra altri nuclei documentari, due consistenti gruppi di pergamene: quello conservato nell’Archivio di Stato di Modena e quello custodito presso l’Abbazia di Montecassino. Un binomio davvero interessante sotto molti punti di vista: quello materiale legato alla fisicità dei documenti e quello storico connesso a ciò che i documenti raccontano.
Fogli membranacei antichi e pregiati, ma anche fragili da maneggiare, di oltre mille anni fa: così si presentava l’attività del mio lavoro archivistico già al suo inizio. Un inizio davvero lontano nel tempo se si pensa che il primo documento risale al 932! Custodito a Montecassino, tra le pergamene pomposiane (con la significativa segnatura fasc. I, n. 1) registra un atto con una concessione di enfiteusi. Difficile non cedere alla curiosità e non domandarsi chi fossero i due sposi, Ugo e Berta, e come mai si fossero rivolti, il 18 settembre di 1.089 anni fa, a Onesto, suddiacono della Chiesa ravennate e abate del monastero dei Santi Giovanni e Barbaziano, per chiedergli sortes et porciones nel fondo Monesteriolo, in territorio di Imola. La concessione avrebbe loro consentito di godere dei frutti derivati dall’uso del fondo del monastero, a patto che ne migliorassero la rendita e pagassero un canone.
Quante storie si sono presentate a me, lavorando sulle pergamene conservate nell’Archivio dell’Abbazia di Montecassino: 131 documenti scritti tra il 932 e il 1070, per i quali verificare la segnatura originaria e la data (cronica e topica), rilevare la tipologia dell’atto e i nomi degli autori giuridici (e dei destinatari dell’azione giuridica), individuando il nome del notaio (per la documentazione privata) o il nome del cancelliere (per gli atti pubblici).
Intrecci di relazioni umane hanno ritmato il percorso: dagli imperatori Corrado II ed Enrico IV, che rispettivamente nel 1037 e nel 1066 pongono sotto la loro protezione l’abbazia pomposiana, alle vicende di donne e uomini di tutti i giorni, “fotografati” mentre vendono appezzamenti di terra (come Felice, che con la moglie Adelberga cede nel 996 a Urso, per 16 soldi di denari d’argento, una terra seminativa in luogo detto Mandriole, in territorio riminese; oppure i coniugi Mauro e Petornia, che vendono nel 1025 a Maiulfo una vigna a Rovereto, nella massa di Fiscaglia) o anche impegnati nella stipula di contratti di natura agraria, quali enfiteusi, livelli e permute.
Non mancano documenti particolari, che permettono di cogliere ad esempio tasselli di storia “al femminile”: è il caso di Dominicia e Dominigelda, le quali, nel 977 e nel 996, ricevono in dono, dai loro futuri mariti Martino e Urso, venti soldi; oppure le storie di Maria ed Erica, alle quali i mariti Pietro e Giovanni offrono, nel 980 e nel 1015, il morgengabe, ovvero l’omaggio della mattina seguente alla prima notte di nozze, o, ancora, la scelta di un’altra Dominicia, che nel 1011 promette ai coniugi Paolo ed Ermiza di rimanere al loro servizio per tutta la sua esistenza, venendole attribuito un compenso annuale di sei denari.
Altrettanto stimolante è stato il lavoro sulla documentazione conservata nell’Archivio di Stato di Modena: se il rilevamento dei dati è stato svolto con lo stesso metodo utilizzato per le pergamene di Montecassino diverso è apparso invece, già a una prima indagine, il quadro generale del nucleo modenese. Accanto ad atti in originale sono presenti altri tipi di tradizione (copie semplici, copie autentiche, copie semplici di copie autentiche, ecc.), arrivati fino alla nostra epoca in almeno tre forme diverse (singolo foglio pergamenaceo, fascicolo membranaceo, fascicolo cartaceo), dando prova di una ricchezza (e complessità) significativa.
I 123 documenti testimoniati (contenuti in 92 unità archivistiche) coprono un acro temporale ampio: l’atto più antico è la copia della concessione di Ottone III, del 22 novembre 1001, con la quale viene assegnata all’arcivescovo di Ravenna ampia giurisdizione su tutto il territorio controllato dalla Chiesa ravennate, ricevendo il sovrano per concambium l’Abbazia di Santa Maria di Pomposa; il documento “più recente” è un inventario di beni databile al XVIII secolo.
Anche per la documentazione “modenese” il filo rosso della storia (e delle storie) corre a doppio ordito: tra papi e imperatori, vescovi e abati pomposiani, donne e uomini del popolo. In questo intreccio di vicende, persone, territori si inseriscono il lavoro e la professionalità dell’archivista che legge, interpreta e descrive (senza perdersi)), in maniera corretta ed efficace, proprio i documenti che saranno consultati – con questo progetto anche on-line – da ricercatori e studiosi, senza escludere giovani studenti e/o appassionati, che in queste antiche pergamene cercano magari un po’ delle proprie radici.
– contributo di Francesco Nocco (Homme de lettres) –
– immagine di copertina da scatto di Roberto Romagnoli –
Per chi voglia leggere con i propri occhi il documento pomposiano più antico ed approfondire le vicende dei coniugi Ugo e Berta, per chi voglia capire più nel dettaglio cosa prevedono i privilegi degli imperatori Corrado II, detto il Salico o il Vecchio (990 ca. – 1039 d.C.) ed Enrico IV (terzo imperatore della dinastia salica, 1050 – 1106 d.C.), per conoscere qualcosa di Urso che acquista un appezzamento a Mandriole e di Mainulfo che compra una vigna a Fiscaglia, per scoprire qualcosa delle nozze di Dominicia e Dominigelda o di Maria ed Erica, per calarsi nei panni di Dominicia che si mette a servizio per sei denari, basta fare clic sui loro nomi o in alternativa su questo elenco che ne ripercorre l’ordine di citazione:
Montecassino, fasc. I, n. 1: doc. del 932/09/18 (enfiteusi)
Montecassino, fasc. V, n. 78: doc. del 1037/04/18 (privilegio)
Montecassino, fasc. VII, n. 128: doc. del 1066/03/11 (privilegio)
Montecassino, fasc. I, n. 14: doc. del 996/06/10 (compravendita)
Montecassino, fasc. IV, n. 59: doc. del 1025/10/25 (compravendita)
Montecassino, fasc. I, n. 6: doc. del 977/12/14 (donazione)
Montecassino, fasc. I, n. 15: doc. del 996/10/30 (donazione)
Montecassino, fasc. I, n. 8: doc. del 980/03/29 (morgengabe)
Montecassino, fasc. III, n. 42: doc. del 1015/02 (donazione)
Montecassino, fasc. III, n. 32: doc. del 1011/06/11 (promessa).

