Non è un caso che l’etimologia della parola “regola” nasca dall’estensione di significato dello strumento usato per accompagnare la mano nel disegnare linee diritte. La Regola istituita da San Benedetto nel 534 d.C. traccia anch’essa una linea e imposta un indirizzo di comportamento. La Regola si apre con queste parole:
«Ascolta, figlio mio, gli insegnamenti del maestro e apri docilmente il tuo cuore; accogli volentieri i consigli ispirati dal suo amore paterno e mettili in pratica con impegno, in modo che tu possa tornare attraverso la solerzia dell’obbedienza a Colui dal quale ti sei allontanato per l’ignavia della disobbedienza. Io mi rivolgo personalmente a te, chiunque tu sia, che, avendo deciso di rinunciare alla volontà propria, impugni le fortissime e valorose armi dell’obbedienza per militare sotto il vero re, Cristo Signore […]».
Il prologo prosegue e introduce i 73 capitoli che indirizzano e organizzano la vita dei confratelli che condividono vita spirituale e materiale nel monastero, fulcro e punto fermo per raggiungere la salvezza eterna. La stabilitas loci (ossia permanenza stabile in un luogo) è fondamentale per chi aderisca al monachesimo cenobitico. I cenobiti, fra cui i monaci benedettini, conducono una vita comunitaria nel cenobio (il monastero, (dal latino coenobium, a sua volta dal termine greco κοινός, ossia “comune”, e da βίος, ossia “vita”) al contrario degli eremiti che praticano in solitudine la propria spiritualità. San Benedetto, che pure si era ritirato in eremitaggio in una prima parte della sua vita, interpreta la vocazione monastica come chiamata da vivere insieme, con l’accompagnamento di una guida spirituale.
Si ritiene che la regolamentazione benedettina sia entrata talmente a fondo nello spirito religioso e culturale europeo da rappresentare nei secoli, fino ad oggi, un modello per la gestione e la valorizzazione delle risorse umane.
San Benedetto, la cui nascita è data per convenzione al 480 d.C., chiude così l’elenco delle Regole che formula:
<<Chiunque tu sia, dunque, che con sollecitudine e ardore ti dirigi verso la patria celeste, metti in pratica con l’aiuto di Cristo questa modestissima Regola, abbozzata come una semplice introduzione, e con la grazia di Dio giungerai finalmente a quelle più alte cime di scienza e di virtù, di cui abbiamo parlato sopra. Amen.>>
San Benedetto è sepolto presso l’Abbazia di Montecassino insieme alla sorella gemella: Santa Scolastica. Entrambi vennero a mancare nella metà del VI secolo.

