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Inside out

L’Archivio fuori dalle mura dell’Abbazia

I documenti redatti e conservati nel monastero pomposiano hanno avuto una vita avventurosa, hanno viaggiato, si sono divisi e si sono talvolta eclissati. La loro è stata una vita piuttosto movimentata e ora hanno trovato dimora in cinque grandi archivi che se ne prendono cura.
L’espressione inglese inside out significa letteralmente dentro/fuori ed è lo specchio di questo viaggio in ambienti diversi, in una successione di più dentro/fuori. La stessa formula è in uso anche per indicare qualcosa che si conosce molto bene oppure… di indossato al contrario. Tanti significati per un solo modo di dire. Come l’Archivio di Pomposa: sottoposto ad alcuni rovesci, ma da scoprire progressivamente, in una prospettiva diversa, “da diritto e da rovescio”, un documento alla volta.
Chi voglia conoscere la storia dei documenti di Pomposa può immergersi nella lettura de I passi dell’archivio.
Chi voglia avviarsi a consultare la parte di Archivio pubblicata online può seguire questo collegamento a Memoria unica.
Chi sosterà in questa pagina potrà raccogliere invece informazioni invece su chi si stia occupando delle varie parti dell’Archivio (il cosa), su dove e come questo accada.

Ferrara, Archivio storico diocesano

Il nucleo documentario del Fondo di San Benedetto conserva 302 unità comprese tra il 932 d.C. e il 1810.
È ordinato per tipologie di serie e, internamente, in progressione cronologica.
Si tratta di:
pergamene (serie 1, A-H),
mappe e carte corografiche, beni e loro quantificazioni (serie 2, A-Y),
mappe e carte corografiche, beni e loro quantificazioni organizzati in mazzi e relativi ai secoli XVII-XVIII (serie 3, 1-60),
mazzi relativi ai beni posseduti (serie 4, 1-88),
processi e altra documentazione (serie 5, 1-35),
catasti (serie 6, 1-33),
libri contabili e campioni dei beni (serie 7, 1-41),
libri contabili (serie 8, 1-20),
indici (serie 9, 1-6),
protocollo e repertorio, relativi al secolo XIX (serie 10).
La documentazione ha risentito dell’umidità di Pomposa e presenta muffe, anche se non più attive, lacerazioni e lacune. Vi si accede su prenotazione e non sono ammesse riproduzioni.
Strumenti di corredo
Le carte dell’archivio di Santa Maria di Pomposa (932-1050), a cura di Corinna Mezzetti, (Roma, Istituto storico italiano per il medioevo, 2016);
ASDFe, Archivio dei Residui ecclesiastici, Elenco di tutte le corporazioni ed altri stabilimenti soppressi dipendenti dall’Amministrazione dei Residui ecclesiastici e camerali di Ferrara, p. 263;
Monumenta Pomposiae di Giuseppe Antenore Scalabrini, in BCAFe, Classe 1,454, cc. 101r-129v. Contiene copia di 275 regesti del Morini
Regesta Pomposiae di Antonio Samaritani (Ferrara, Deputazione provinciale ferrarese di storia patria, 1963).
Riferimenti
Archivio Storico diocesano di Ferrara
Corso Martiri della Libertà, 77, 44121 Ferrara
tel.: 0532.228036
e-mail: archivio@diocesiferrara.it
sito web: arcidiocesiferraracomacchio.org

Milano, Archivio di Stato

Il nucleo documentario pomposiano è distribuito nei fondi milanesi del “Museo diplomatico” e “Pergamene per fondi”, (Partizione “Appendice – Pergamene varie”, “Modena città e provincia”, “Santa Maria di Pomposa”).
Nel primo si conservano oltre ad una pergamena del 1078, la busta 20. Nel secondo la busta 713, con 189 pergamene comprese tra il 1120 e il 1564.
Sono presenti in totale 190 unità membranacee, conservate spianate in buste o cassette.
Si tratta in larga parte di atti privati, sia originali che copie autentiche: donazioni di terre, rinnovi di feudi, concessioni in enfiteusi, conduzioni in servitù, contratti, preceptum
Conservazione
Muffe non più attive, abrasioni. Lacerazioni e rosure, scoloritura inchiostro, mutilazioni, lacune.
Condizioni di accesso e riproduzione
Le unità sono consultabili in originale in sede. Al momento escluse dalla riproduzione.
Riferimenti
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Archivio di Stato di Milano
Via Senato 10, 20121 Milano
Centralino: 02.7742161
e-mail: as-mi@beniculturali.it 
PEC: mbac-as-mi@mailcert.beniculturali.it
sito web: www.archiviodistatomilano.beniculturali.it

Modena, Archivio di Stato

Il nucleo documentario dell’Abbazia (poi Prepositura) di S. Maria di Pomposa si è costituito presso gli Estensi in seguito all’esercizio del giuspatronato sulla prepositura di S. Maria di Pomposa e sull’arcipretura di Bondeno, si articola in due serie:
Chiesa e Monastero – in cui è confluita una piccola ma rilevante parte dell’archivio dell’antica e famosa abbazia benedettina, che ebbe altresì giurisdizione civile su Codigoro nel Ferrarese. In particolare la serie accoglie, in originale o in copia, i documenti fondamentali costitutivi dei diritti estensi sulla prepositura e relative dipendenze e consistenza patrimoniale, dei diritti dell’antica abbazia, di cui la prepositura era in parte da considerarsi l’erede. La serie si compone di 8 buste (a cui va aggiunta la busta 8 bis, come indicato nell’inventario di Filippo Valenti), comprese tra il 1001 e il 1751, di cui fanno parte 81 pergamene.
Di questa serie sono state oggetto di acquisizione digitale le seguenti segnature: 1 (A-B), 2 (C-D), 3 (E-F), 4 (G-H), 5 (I-L), 6 (M-N), 7 (O), 8 (P), 8 bis.
Prepositura – la serie accoglie atti e carteggi di ordinaria amministrazione, riflettenti l’esercizio del giuspatronato, l’amministrazione della prepositura e le relative liti e controversie; è composta da 28 buste e 132 registri, per un periodo che va dal 1491 al 1789.
Complessivamente Il nucleo conserva 36 buste e 132 registri comprese tra il 1001 e il 1789.
Le pergamene, spesso ripiegate, e le carte sono conservate in faldoni suddivisi in buste numerate; alcune pergamene sono cucite a un cartiglio di accompagnamento.
Si tratta di una miscellanea di scritture, originali e in copia, relative a documenti fondamentali costitutivi, 2 diplomi tra cui il “privilegio purpureo” di Enrico IV per l’abbazia di Pomposa del 7 ottobre 1095.
La documentazione ha risentito dell’umidità di Pomposa e presenta muffe, oltre a lacerazioni, scoloritura dell’inchiostro e piegature da secchezza del supporto. Gli originali sono consultabili in originale in sede.
Il fondo è descritto nella Guida Generale degli Archivi di Stato.

Per un approfondimento si possono consultare:
Il fondo pomposiano presso l’Archivio di Stato di Modena, di Filippo Valenti, in Analecta pomposiana 1 (1965), pp. 361-376 [con inventario parziale].
Le carte dell’archivio di Santa Maria di Pomposa (932-1050), a cura di Corinna Mezzetti, (Roma, Istituto storico italiano per il medioevo, 2016);
Il “privilegio purpureo” di Enrico IV per l’abbazia di Pomposa del 7 ottobre 1095, a cura di Enrico Angiolini, in Quaderni Estensi, Rivista, II – 2010;
ASDFe, Archivio dei Residui Ecclesiastici, San Benedetto, sez. 4, n. 46, cc. 630-640, Summarium quorundam privilegiorum monasterii Pomposiatii breviter et compendiose sumptum prò informatione quadam non inutili volentibus eiusdem monasterii ima cognoscere;
ASFe, Archivio notarile antico, not. Paolo Surchi, matr. 1368, Diplomata imperatorum et bullae pontificum ad favorem monasterii Pomposiam, in compendium redacta et authenticata, incipiendo ab anno 1022 usque ad annum 1263.
Riferimenti
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Archivio di Stato di Modena
Corso Camillo Benso Conte di Cavour, 21, 41100 Modena
Centralino: 059.230549
e-mail: as-mo@beniculturali.it
PEC: mbac-as-mo@mailcert.beniculturali.it
sito web: www.asmo.beniculturali.it

Montecassino, Archivio privato dell’Abbazia

Nucleo documentario
Fondo “Carte di Pomposa”, contenente documenti membranacei, compresi tra il X e il XIV secolo.
Consistenza complessiva
1046 unità membranacee, distribuite nelle consistenze per secoli, secondo quanto indicato a seguire:
sec. X: 17 unità
Sec. XI: 160 unità
Sec. XII: 141 unità
Sec. XIII: 481 unità
Sec. XIV: 175 unità
data incerta: 72 unità
Provenienza
Il nucleo che contiene i documenti pomposiani giunge nel 1882 a Montecassino. Federico di Fürstenberg, arcivescovo di Olmütz (oggi Olomouc in Repubblica Ceca) dona infatti all’Abbazia circa 3000 pergamene di area ferrarese, conservate arrotolate in 105 fascicoli. Di esse, 1046 unità sono riferite all’abbazia di Pomposa.
Intervalli di segnatura
Le segnature originarie sono di diverso tipo e non in sequenza. Tale disorganicità è dovuta al fatto che il nucleo è stato diverse volte manipolato, smembrato, con criteri e sorti di ordinamento e di conservazione diversificati.
Oggi, il nucleo ferrarese a Montecassino si presenta organizzato ancora in fascicoli contenenti le pergamene numerate in sequenza cronologica, pertanto le pergamene di provenienza pomposiana sono frammiste a quelle di altre provenienze.
Modalità di conservazione
Arrotolate, provviste di cartiglio con segnatura attuale e regesto in latino.
Tipologia di atti
Atti privati, in larga parte. Originali, e copie di diversa natura.
Donazioni di terre, rinnovi di feudi, concessioni in enfiteusi, conduzioni in servitù, vendite di beni, ecc.
Conservazione
Diverse unità riportano danni da muffe non più attive, abrasioni, lacerazioni ed erosioni, scoloriture dell’inchiostro.
Si tratta di danni derivati dall’habitat paludoso e umido tipico dell’area di Comacchio, area in cui sorge l’Abbazia.
Strumenti di corredo
Il nucleo è stato regestato tra il 1882 e il 1883 da don Placido Mauro, monaco archivista di Montecassino. Il regesto in latino è riportato sui cartigli che ancora oggi avvolgono i rotoli e ugualmente trascritto nei sei volumi del Codex Pomposianus (ms. del sec. XIX).
Antonio Samaritani, Regesta Pomposiae, I (aa. 874-1200) (Rovigo 1963).
Le carte dell’archivio di Santa Maria di Pomposa (932-1050), a cura di Corinna Mezzetti (Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2016).
Condizioni di accesso e procedure di riproduzione
Unità consultabili in originale in sede. Le riproduzioni sono consentite per motivi di studio o di pubblicazione.
Riferimenti
Abbazia di Montecassino, via Montecassino s.n.c. – 03043 Cassino (FR)
tel.: +39 0776311529 (centralino), 0776312258 (archivio)
e-mail: montecassinoarchivio@tiscali.it
sito web: www.abbaziamontecassino.org

Roma, Archivio di Stato

Nucleo documentario
Denominazione: fondo Collezione pergamene, serie Pomposa-Benedettini
Estremi cronologici: 1001-1462
Acquistato nel 1884 da Costantino Corvisieri [venditore] (con numerosa altra documentazione non pertinente a Pomposa; cfr. ASRoma, Atti della Direzione, tit. X, Acquisti e doni, b. 93, 1883-1892).
Consistenza
c. complessiva:
16 unità
c. per tipologia di materiale:
Pergg. sciolte: 2 unità (nn. 1, 3)
Registri pergamenacei: 9 unità (nn. 2, 4-6, 8-9, 12, 14-15)
Registri cartacei: (nn. 7, 10-11, 13, 16)
Intervalli di segnatura
Cass. 199, nn. 1-10
Cass. 200, nn. 11-16
Modalità di conservazione
Spianate (per le perg. sciolte), in cassettiere (tutti)
Strumenti di corredo
Regesto a stampa dei docc. 6 e 9 in O. Montenovesi, L’abbazia della Pomposa e una pagina di storia benedettina nella prima metà del sec. XIV, in “Atti e memorie della R. Deputazione di storia patria per le province di Romagna”, 1928, pp. 1-57.
C. Mezzetti, Le carte dell’archivio di S. Maria di Pomposa, Roma 2016
Condizioni di accesso e procedure di riproduzione
Unità consultabili in originale in sede.
Descrizione di dettaglio
1) Diploma di Ottone III (anno 1001)
2) Istrumenti e giuramenti di monaci (secc. XIII-XVI), reg. pergamenaceo di cc. 45 più un foglio cartaceo sciolto
3) Transunto del 1489 ottobre 15 di un privilegio di Innocenzo III all’abate del monastero di S. Maria di Pomposa del 1202 marzo 7
4) Processo per la chiesa di S. Lorenzo di Faenza (sec. XIII), reg. pergamenaceo di cc. 8
5) Rinnovazioni di enfiteusi dall’anno 1299 al 1327 fatte o date per il monastero di Pomposa nel contado di Rimini (copie), reg. pergamenaceo di cc. 65
6) Visitationes del 1300 (1338 settembre 14), copia autentica, reg. pergamenaceo
7) Processo per la chiesa e convento di S. Bona di Vidoro [?] (1328-1329; 1349), reg. cartaceo leg. in pergamena di cc. 79
8) Instrumenta (1336-1378), reg. pergamenaceo di cc. 14 (due bianche)
9) Visitationes (1338-1352), reg. pergamenaceo di cc. 12
10) Esempi di strumenti del monastero di S. Salvatore di Figarolo ?, reg. cartaceo leg. in pergamena di cc. 70 più indice fuori numerazione più un foglietto sciolto
11) Catasto D, instrumenta (1381-1389, sec. XV), copie, reg. cartaceo leg. in pergamena di cc. 104
12) Castrum Faventiae, instrumenta (1383-1458), reg. pergamenaceo di cc. 55. In origine il registro era di cc. 77, come dimostra un indice posto all’inizio fuori numerazione, e conteneva istrumenti fino all’anno 1421. Sulla copertina gli estremi cronologici indicati erano 1383-1458
13) Libro di memorie (sec. XIV), leg. in pergamena, reg. cartaceo di cc. 71 più due non numerate più 15 foglietti sciolti
14) Instrumenta (1391-1426), reg. pergamenaceo di cc. 31
15) Strumenti relativi ai beni posti in villa Ostolati ?, reg. pergamenaceo di cc. 20
16) Inventario dei beni mobili e delle spese del monastero di S. Bona di Vidoro ?, reg. cartaceo di cc. 14.
Riferimenti
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Archivio di Stato di Roma
Corso del Rinascimento, 40
sito web: www.archiviodistatoroma.beniculturali.it