Le otto punte di una stella
La chiesa di santa Maria Abbazia a Pomposa porta il cielo in terra, in molto sensi e in molti modi.
Un arco del colonnato interno ospita l’immagine di una stella con otto vertici, che alterna i suoi otto elementi con altrettante lettere del nome “Pomposia”. La stella, inscritta in una circonferenza, è divenuta il simbolo di Pomposa e ne riassume in certa parte le virtù.
La stella ad otto punte viene utilizzata in molte culture (babilonese, egizia, indù, buddista, cristiana, agnostica) ed è intesa sia in senso astronomico (per il pianeta Venere, conosciuto come “stella del Mattino”, e anche per la stella Polare) sia in senso cosmologico, per rappresentare l’ordine, l’unità e l’equilibrio presenti nella creazione del mondo.
Il Cristianesimo ha assorbito questo simbolo associandolo alla figura di Maria come guida e annunciatrice di luce, rappresentando al tempo stesso la purezza e la figura di mediatrice per arrivare alla salvezza.

L’osservazione del cielo e dei fenomeni astronomici (equinozi, solstizi, alba, tramonto…) veniva praticata anche dai monaci benedettini per orientare le chiese e segnare il legame con date significative per l’Ordine (oltre al Natale e alla Pasqua, la festa dedicata al patrono o al fondatore…): il punto del sorgere e del calare del sole all’orizzonte, le fasi della luna e di altri astri in giorni particolarmente significativi dell’anno congiungevano il calendario astronomico e quello religioso, collegando l’armonia e i cicli della volta celeste con quelli ricreati dentro le mura della chiesa.
Otto punte o raggi compaiono in altri punti all’intero della basilica. Intanto un primo indizio…
Per gli altri è sufficiente abbassare gli occhi a terra.
– Riprese fotografiche di Roberto Romagnoli –

